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I VALORI DEL TERRITORIO, TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE
Venerdì 22 gennaio 2010 alle ore 19,00 presso il salone del Centro Parrocchiale ci sarà un incontro dibattito sul tema: "I VALORI DEL TERRITORIO, TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE". Interverrà lo scrittore Raffaele Nigro.
TUTTI SONO INVITATI A PARTECIPARE
========================== -new- SINTESI DELLA SERATA Venerdì 22 gennaio scorso la L.A.B. ha ripreso il viaggio della Legalità, che quest’anno ci condurrà ad affrontare tematiche e problematiche attinenti al valore della legalità visto come premessa e frutto della libertà. L’inaugurazione del percorso è spettata ad un ospite d’eccezione, il giornalista-scrittore Raffaele Nigro, il quale è stato invitato a relazionare sul tema “ I valori del territorio tra innovazione e tradizione”. Cominciamo con l’autocritica: l’argomento era molto vasto; a volerlo sviscerare bene, Nigro avrebbe dovuto illustrare l’enciclopedia, come lui stesso ha commentato. Forse per questo motivo (e così passiamo alla critica), lo scrittore, a mio avviso, non è riuscito ad elaborare un discorso organico. Egli ci ha partecipato pezzi del suo mondo interiore, del suo sapere, del suo viaggiare, del suo interpretare, in modo quasi sempre interessante, ma quasi mai appagante, perché l’idea o il concetto espresso sembrava lasciato in sospeso, in attesa di essere recuperato in un momento successivo che non arrivava mai. Nonostante la frammentarietà del racconto, egli ci ha fornito diversi spunti di riflessione esistenziale, sociale, storica, artistica. Molto originale e suggestiva è stata la sua proposta di guardare l’Italia dando le spalle al Mediterraneo, per scorgere la coesistenza di una cultura dell’Adriatico ed una del Tirreno, o meglio dell’Appennino; ovvero una cultura del mare, che plasma individui più inclini alla relazionalità orizzontale ed una cultura della montagna che al contrario inculca nell’individuo un atteggiamento più introspettivo, riflessivo e orante, cioè aperto più all’Altro che agli altri. Con questa chiave di lettura ha interpretato tanti aspetti della cultura pugliese, contrapponendola per esempio a quella lucana o partenopea, a partire dai fenomeni mafiosi fino ad arrivare al genere di comicità che contraddistingue i nostri conterranei. Con questa felice intuizione Raffaele Nigro ci dà inoltre la possibilità di leggere la nostra storia in un modo insolito, che ci aiuta a superare, almeno come atteggiamento mentale, l’atavica questione meridionale, sperando che non ponga le premesse per una “questione orientale”. Il problema non si pone finchè ci si limita a constatare la diversità di culture presenti nel nostro paese, come ha fatto il nostro ospite; può però cominciare a porsi quando all’analisi si aggiungono valutazioni di merito e attribuzioni di valore che sminuiscono l’una o l’altra delle due culture. Come lo stesso Nigro ha affermato, il dialogo è fondamentale, ma il dialogo trova a sua volta il proprio fondamento nel riconoscimento del valore dell’altro. Proprio in quest’ottica trovo che sia stata molto significativa e bella la scelta di concludere la serata con un omaggio alla Lucania, terra nativa di Raffaele Nigro e terra tanto diversa dalla nostra Puglia, per quell’Appennino che le separa geograficamente e culturalmente. Ci siamo quindi lasciati con la mente e il cuore che risuonavano di quelle musiche popolari tipiche della Lucania, di quelle immagini suggestive dei suoi luoghi più belli e delle sue tradizioni più caratteristiche, che le videoclip preparate accostavano brillantemente ai classici della letteratura e della cinematografia. Raffaella |
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