PROGETTO “GOCCE DI LEGALITÀ”: NON SPARARE SULLE FESTE!

 

 

Ciascuno di noi ha il diritto e dovere di proteggere il nostro corpo. Per questo l’associazione L.A.B. (Libera Associazione Binetto), in collaborazione con la squadra di artificieri della Polizia di Stato della Questura di Bari, ha spiegato a noi tutti, alunni della scuola Giovanni XXIII di Binetto, la pericolosità dei fuochi pirotecnici.

I fuochi si distinguono in due tipi: legali, ossia di libera vendita, e illegali, i più pericolosi.

Per riconoscere i fuochi pirotecnici è importante vedere l’etichetta della classificazione del Ministero dell’Interno. Ci sono infatti fuochi di “Quarta categoria”, ovvero quei fuochi utilizzabili solo dai maggiorenni e i fuochi di “Quinta categoria , che si possono ottenere soltanto con il porto d’armi. E’ molto importante anche vedere il nome dell’importatore, del fabbricante e infine la istruzione d’uso. Alcuni fuochi, anche se permessi ai quattordicenni, devono essere a acquistati in presenza di un genitore. Il comune “Magnum” fa parte di questa categoria.

L’ artificiere ci ha spiegato che non bisogna conservare i fuochi con accensione a sfregamento in tasca o negli zaini, poiché si potrebbero accendere da soli. L’ideale sarebbe metterli dentro delle bustine. Ha aggiunto che è vietato acquistare fuochi pirotecnici molto pericolosi clandestinamente. Non sappiamo infatti come sono stati prodotti e, soprattutto, non sappiamo cosa vi è all’interno.

Un alto tipo di fuoco pirotecnico è il “Bengala”, che si può considerare altrettanto pericoloso. Esso infatti è posto su una lunga asticella e contenente palline di polvere esplosiva; all’accensione della miccia, l’asticella parte. Bisogna fare attenzione però se c’è vento o l’asticella è leggermente curva c’è il rischio che il Bengala finisca in una abitazione o addosso a una persona provocando danni fisici e materiali.

Infine altri fuochi comuni sono le così dette “Fontane”e i “Razzi”, che percorrono distanze piuttosto notevoli, ma in questi casi chi li usa deve avere una specifica autorizzazione.

 

Per evitare ulteriori pericoli, abbiamo avuto anche alcuni consigli:

  • quando sia accende un fuoco non bisogna indossare indumenti di pile o di fibre sintetiche, poiché una scintilla potrebbe bruciare tutto;

  • non bisogna unire vari tipi di fuochi e accenderli contemporaneamente;

  • non bisogna mai indirizzare petardi o razzi verso le persone;

  • non bisogna far esplodere i petardi in contenitori fragili o di vetro, perché scoppiando, farebbero saltare in aria tante schegge pericolose;

  • è vietato usare fiamme libere vicino a fuochi pirotecnici;

  • è necessario utilizzare i fuochi in luoghi aperti;

  • bisogna prestare molta attenzione al vento poiché esso influisce sulla direzione dei fuochi

  • non alterare o modificare i petardi;

  • non conservare i petardi in luoghi umidi, poiché il magnesio, presente in alcuni botti, a contatto con l’idrogeno incendia tutto;

  • soprattutto, non bisogna assolutamente toccare i petardi inesplosi, essi possono essere fonti di gravi incendi.

Dopo questa lezione, assieme all’artificiere, siamo usciti in cortile, dove c’era un manichino. Il poliziotto ha messo un petardo nella mano del manichino ed uno vicino al piede e li ha fatti esplodere. A dimostrazione di quanto avevamo sentito prima la mano e il piede del manichino sono saltate.

Questa lezione ci è stata utile per comprendere i rischi dell’uso irresponsabile dei fuochi d’artificio e allo stesso tempo abbiamo appreso che ci si può divertire anche senza “sparare sulle Feste”.

Binetto, 30 novembre 2010

Sara, III^ E

 

 

 


 

 

 

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