CIÒ CHE NESSUNO VUOL DIRE AI CITTADINI E CHE, A VOLTE, I CITTADINI STESSI HANNO PAURA DI SENTIRSI DIRE!

 

D. Sapete qual’ è la regione italiana dove ci sono nell’aria più “schifezze” in assoluto?

R. La Puglia, con le più alte emissioni di CO2, di Benzene, di IPA (idrocarburi policiclici aromatici emessi per il 95% in Puglia), di Ossido di Azoto NOx, di Ossido di Zolfo SOx, di Monossido di Carbonio CO, di Particolato PM, di Diossine.

 

D. Qual’ è la provincia pugliese dove ci sono più industrie che emettono tali sostanze?

R. La provincia di Bari! Infatti detiene tale primato con il 32% di industrie che immettono queste sostanze. In particolare il capoluogo e dintorni è indicato come:

Zona Rossa per Ossido di Azoto (con più di mille tonnellate all’anno);

Zona ad alto rischio per Ozono, per Monossido di Carbonio, per Monossido di Zolfo, per Metano.

Per questo l’ARPA ha considerato già dal 2006 Bari e l’ hinterland come ZONA C, ossia ZONA DA RISANARE, anche perché nella provincia di Bari ci sono ricoveri per tumore maligno molto più alti della media regionale.

 

D. Quindi che facciamo? Ripuliamo? Risaniamo? Mettiamo via la spazzatura?

R. Ma che! La mettiamo sotto il tappeto e andiamo avanti e inquiniamo. Ecco l’inquinamento prossimo venturo di Bari: la centrale termoelettrica di Sorgenia e l’inceneritore del gruppo Marcegaglia che vomiteranno le loro schifezze su un’area di 20 km quadrati (ci sta anche la nostra Binetto).

 

D. Cosa avverrà oltre a quello che già accade?

R. Per dichiarazione dello stesso proponente (dati Sorgenia), ogni giorno verranno emesse 4 milioni di metri cubi di polveri all’ora a 85 gradi.

 

D. Che cosa c’è in queste polveri?

R. La centrale di Sorgenia produrrà da sola tanta CO2 quanto l’intera città di Bari; produrrà Monossido di Carbonio e Monossido di Zolfo che combinati ad altre schifezze già presenti formeranno “ PARTICOLATO” che fa male alle coltivazioni e all’uomo. Le particelle più piccole entrano direttamente nel sangue e provocano ictus, infarto, infiammazioni dell’apparato respiratorio, malattie cardio vascolari.

 

D. E chi dice ciò?

R. Uno studio recente del 2007, internazionale e quotato (Studio STROKE) ha concluso che il Particolato ed il Monossido di Carbonio fanno venire l’Ictus fatale (mortale), e nel tempo abbiamo più possibilità che insorga un tumore. 

 

D. E Sorgenia che dice?

R. Lo studio commissionato e pagato da Sorgenia definisce “basse” le concentrazione di Particolato.

 

D. Quindi non ci sono problemi?

R. In realtà, secondo centinaia di studi epidemiologici, quelle immissioni “basse” incrementeranno del 3% la percentuale di mortalità giornaliera. Sempre lo studio citato da Sorgenia ammette che nel Particolato ci sono particelle di Ferro, Titanio, Cromo, ossia le “Nanopolveri” (come le chiama Montanari) che penetrano nelle cellule, non sono biodegradabili, si accumulano e danno origine a infiammazioni e cancro.

 

D. Chi controlla le emissioni di queste particelle?

R. Nessuno! Perché nessuna di queste sostanze è prevista nel monitoraggio. E non è tutto. I ricercatori del CNR di Bologna ritengono che in realtà le concentrazioni di Particolato delle centrali di Sorgenia possono arrivare a valori decine di volte più grandi di quelle dichiarate (sino 290 tonnellate all’anno).

 

D. Ma questa centrale è proprio necessaria per la Puglia?

R. E’ una centrale che non è stata prevista nel piano energetico regionale. La Puglia produce l’82% in più dell’energia di cui ha bisogno. La Puglia è la seconda regione d’Italia per produzione di energia elettrica. Questo vi fa capire che questi impianti sono il frutto di una speculazione privata e di un colonialismo energetico. Gente che si compra la nostra area e ci fanno morire.

 

D. Quindi la situazione è preoccupante?

R. Non solo! A poche centina di metri da Sorgenia si vuole far sorgere l’inceneritore di Marcegaglia. Un impianto dove entrano rifiuti ed energia ed escono energia elettrica e tante altre schifezze; emissioni e ceneri tossiche. La storia dell’inceneritore di Acerra ci ha insegnato che quando si costruisce un inceneritore si è incapaci di evitare l’emergenza ambientale. Si impongono alle comunità locali soluzioni per le emergenze indipendentemente dalla loro volontà e si impone come panacea per il problema dei rifiuti, l’incenerimento.

 

D. Ma sulla stampa ci dicono che gli inceneritori sono indispensabili. C’è scritto che in italia ci sono pochi termovalorizzatori, per cui è necessario costruirli. Non c’è alternativa. Vogliamo farci sommergere dai rifiuti?

R. E’ falso! Lo dimostrano i dati ufficiali del 2004. L’italia è il terzo paese in Europa per numero di inceneritori. Con quelli che si voglio costruire in Puglia (5) e in Cmpania (3) arriviamo a 56 inceneritori presenti in Italia. In tutti gli Stati Uniti ce ne sono 87!

 

D. Ma non ci hanno detto che gli inceneritori inquinano pochissimo?

R. Uno Studio medico quotato ha dosato la quantità di PCB (simile alle diossine) nel burro prodotto in quattro stati europei tra cui l’Italia. E’ emerso che la concentrazione più alta di PCB si trova nel burro italiano; mentre concentrazioni più basse o assenti si sono riscontrate in quello portoghese (3 inceneritori) e spagnolo (0 inceneritori). Sarà forse perché in Spagna inceneritori non ce ne sono?

 

D. Ma la costruzione degli inceneritori non è prevista dalla Legge?

R. Certo! Ma c’è qualcuno in Italia, che rispetta ancora le Leggi che non siano i cittadini? Il Decreto Ronchi (1997) prevede la riduzione della produzione dei rifiuti, il riciclaggio, il passaggio attraverso la differenziata che doveva essere il 35% nel 2003 e soltanto dopo l’incenerimento! La raccolta differenziata di Bari (2009) è al 19% la media della provincia di Bari (2009) è 13% . Vergognoso!

 

D. E allora aumentiamo la raccolta differenziata?

R. No! Visto che non si riesce a fare la differenziata, facciamo finta di nulla … buttiamo tutto nell’inceneritore. Lampo di genio. Inizialmente nell’inceneritore doveva finire il CDR (combustibile derivato da rifiuti) ossia ciò che rimane dopo la raccolta differenziata!

 

D. Ma se la raccolta differenziata non si fa o si fa male da dove prendiamo il CDR?

R. Lampo di genio di un Presidente del Consiglio nel 2008: nel Decreto per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, si stabilisce che lo stesso deve essere alimentato con i rifiuti urbani e non differenziati, ossia tutto quello che noi buttiamo nei cassonetti con delle ricadute tremende sull’ambiente. La stessa Ecoenergia che sta costruendo l’inceneritore, nel documento tecnico ammette testualmente “ sebbene l’impianto in progetto abbia adottato, le migliori tecnologie di combustione, e di trattamento delle emissioni, le emissioni di inquinanti determineranno un’interferenza significativa e permanente a livello locale”.

 

D. Ma c’è un monitoraggio delle emissioni di inquinanti?

R. Il monitoraggio di un elenco interminabile di sostanze tossiche, tra cui molte riconosciute come carcinogene, verrà effettuato dall’azienda solo ogni 6 mesi. Ossia solo due volte l’anno!

 

D. Ma non c’è stata una Commissione d’Inchiesta Bicamerale per controllare il funzionamento degli impianti?

R. Certo! La Commissione d’Inchiesta Bicamerale ha riscontrato che soltanto il 25% degli impianti presenti in Italia rispetta i limiti consentiti dalla legge.

 

D. Ma se facendo due volte l’anno i controlli abbiamo quella stima , cosa accadrebbe se si facessero più controlli durante l’anno?

R. A ciò ha risposto l’Ente preposto in Belgio (corrispettivo del CNR in Italia) che si è preso la briga di effettuare i test per due volte a settimana. Purtroppo è emerso che vi è una “sottostima dei valori di diossina di 30/ 50 volte”. Per tanto in Belgio hanno concluso che anche con le migliori tecnologie possibili questi impianti sono dannosi, pericolosi e vanno evitati.

 

D. Sono confuso. Non saprei più cosa chiedere. Non dirmi più nulla!

R. Non posso tacere! Perché devi sapere che dai termovalorizzatori, oltre alle sopraelencate schifezze, verranno emesse circa 200 specie chimiche organiche tossiche sintetizzate ex novo che vengono assorbite per ingestione, inalazione, contatto con la pelle. Sono persistenti ( non scompaiono dall’ambiente) e nell’arco di 20 anni (tempo di vita di un impianto) la concentrazione di Diossina aumenterà di 2500 volte. Si tratta di sostanze Bioaccumulabili nei vegetali, nella carne degli animali, nel latte; noi uomini le assimileremo con tutto ciò che mangiamo, sono tossiche (esempio la diossina è più tossica della stricnina).

 

D. Ma c’è qualche organo ufficiale che segnala tutto ciò?

R. Un documento ufficiale delle Nazioni Unite afferma che ciò che produce più diossine sono gli inceneritori. E’ ormai scientificamente appurato che le Diossine cominciano a fare male già dal momento del concepimento del feto. Continuano a produrre i loro danni nella gravidanza e nell’allattamento.

 

D. Ma sei sicuro di quello che dici?

R. La Scienza ci ha insegnato che bisogna distinguere le EVIDENZE SCIENTIFICHE dalle CHIACCHERE . Quanto esposto sono evidenze scientifiche nell’interesse della Scienza ma purtroppo sono informazioni che nessuno da e soprattutto non provengono dal mondo politico e amministrativo e molte volte anche dal mondo medico.

 

D. Ma i Cittadini cosa possono fare?

R. Tanto! Innanzitutto possono documentarsi. Internet, da questo punto di vista da un grosso contributo. E poi dalla loro hanno la Convenzione di Aahurs che regolamenta l’accesso alle informazioni, alla partecipazione ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

 

D. E si ottiene qualcosa?

R. Certo! E’ proprio grazie a questa convenzione che soprattutto la Cittadinanza attiva, sopperisce in modo legale all’ immobilismo degli amministratori innanzi alle prepotenze delle lobby economiche.

 

Abbiamo volutamente sintetizzato, sotto forma di dialogo, l’interessante colloquio con il dott. Di Ciaula, un medico raro, che fornisce informazioni che non si trovano da nessuna parte ma purtroppo sono vere, documentate da ARPA Puglia già dal 2006 e da altre fonti scientifiche internazionali quotate. Ci permettiamo altresì di lanciare una “pubblicità progresso” invitandovi a leggere il suo ultimo libro “La Combustione dell’anima. L’Italia delle centrali e dei termovalorizzatori” , un validissimo documento che aiuta a essere informati.

 

Binetto, 24 marzo 2010

 

 

 


 

 

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